Può la memoria di un individuo essere influenzata dalla sua postura?

Sembra proprio di sì....
Uno studio recente ha rapportato le capacità di memoria all’attività del corpo umano, nonché alla sua postura, seduti o in piedi qualcosa cambia.

Una ricerca, a cura dei ricercatori della Ludwig-Maximilians University di Monaco (Germania), pubblicata su British Journal of Psychology; ha dimostrato che l’attività fisica agisce sulle capacità cerebrali e visive e quindi anche sulla capacità di memorizzazione di dati.




Si sa che l’attività fisica è un toccasana per la salute di corpo e mente, ma questo studio è andato oltre, valutando le variazioni dei processi cognitivi durante l’esecuzione di un esercizio fisico e, in modo specifico, le variazioni di memoria visiva dipendenti dall’attività fisica.

La ricerca ha coinvolto 24 partecipanti, i quali, collegati a macchine per elettroencefalogramma (elettroencefalografie), venivano valutati durante l’esecuzione di un compito che metteva alla prova la loro memoria di lavoro.

Il lavoro veniva compiuto sia a riposo (soggetto seduto), che in attività (cyclette o tapis roulant) e attraverso lo studio dei grafici si vedeva chiaramente che la memoria di lavoro visuale era migliore per il soggetto in piedi, o durante l’attività fisica, ma peggiorava quando era seduto.




 
Più in dettaglio si è evinto che l’attività fisica accelera la velocità dei processi cognitivi; la postura in piedi riduceva il tasso di errore; mentre da seduti peggioravano entrambe le condizioni.

Una possibile spiegazione, che va assolutamente approfondita, potrebbe essere la migliore ossigenazione del cervello, che aumenta se si sta in piedi, rispetto alla postura da seduti e migliora ancor più se si esegue un esercizio aerobico.